venerdì 15 ottobre 2010

cammino contro vento - 13 ottobre

Nel giorno del laboratorio con i detenuti comuni possiamo stare nella sala che poi ospiterà lo spettacolo
e' uno stanzone lungo e basso con finistre piccole e posizionate in alto
squallido
perchè non dirselo
per ora è diviso con delle tavole di trucciolato in 3 spazi
per lo spettacolo lo renderemo tutto agibile agli attori e al pubblico studiando forme di quintaggio semplici ed essenziali
faremo, faremo..poi se penso al tempo mi viene ansia che non ce la faremo mai...
oggi luciano decide di mettere le sedie attorno al "palcoscenico".
Per rendere la scena scarna, invece di un palco, abbiamo chiesto di avere un quadrato sempre con il trucciolato...2 tavole alte pochissimi centimetri
entrare dentro il suo bordo siginificherà essere in scena
...sotto le finestre di donna Anna, a casa ad attendere il Commendatore per cena...ci vorrà fantasia..
la fantasia non è uno strumento proprio dei bambini o dei visionari
ma di tutti quelli che hanno voglia, bisogno o necessità di usarla: Luciano cerca di aiutarli anche in questo.
Alla fine saremo felici se il laboratorio avrà affinato in loro un altro senso, quello dell'immaginazione.
La prima prova che qualcosa su questo terreno l'abbiamo seminata, è quando in un esercizio semplice, prettamente memonico..Gabriele perde l'attimo, si trova in un flusso di voci altrui entro cui non riesce ad inserire la sua e dice "oddio sono un uomo che cammina controvento"...e accidenti se e' vero!!!assolutamente questa l'immagine che quel suo balbettare per riuscire ad inserirsi tra una voce e l'altra mi ha dato: uno che a Trieste cammina in piazza mentre la bora gli soffia contro.
Si è cercato di rendere più fisico possibile il lavoro del primo giorno: hanno fretta di parlare, di usare le parole, di imparare a memoria "la parte"...l'unico modo per toglier lor quest'ansia è di metterli difronte alle parole dei compagni che provano; cosi' capiscono da loro che NON funzionano..finchè non saranno convincenti fisicamente le parole non riusciranno da sole ad esserlo.
Luciano li stimola su alcune scene
io mi annoto parole

"è la tensione che rende sincera la scena, non il farlo bene"

"la vera galera è il ritorno"..recita in un pezzo che aveva imparato per un altro spettacolo, in un'altra galera Francesco: un pò retorico, ma efficace


iniziano a formasi le coppie di questo spettacolo: persone che naturalmente si mettono assieme per provare a essere Don Giovanni e Leporello...sarà un lavoro di coppia dove dovranno equilibrarsi per sentirsi credibili

qualcuno proprio non ha voglia di fare
qualcuno vuole suonare
qualcuno vuole capire
qualcuno vuole fare, ma la sua timidezza si ribella e lo inchioda alla sedia
faremo alzare tutti ognuno con la propria maniera

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